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percorso 3 “Val della Torre - Givoletto”

percorso 3 “Val della Torre - Givoletto” - Sentieri per tutti

a cura di: sentieri.biz


Lunghezza: 11 km
Dislivello: 450 m
Durata:1/2 giornata (3-4 ore)
Senso di percorrenza: orario
Difficoltà: colore ROSSO
                colore BLU (senza anello di M. Baron)
Classi di tecnicità: s+ d++ sa ss
Attrezzatura: completa
Partenza:Brione di Valdellatorre

Si lascia l’auto nel parcheggio sulla piazza della bella chiesetta romanica di Santa Maria della Spina a Brione. Attraversata la borgata si gira a dx sulla strada che dalla provinciale (palazzetto dello sport) conduce al ponte sul Casternone. Si percorre la strada che compie alcune curve aggirando due borgate. Giunti al bivio per frazione Moschette si gira a dx costeggiando un cascinale. Da questo punto la strada diventa sterrata e subito dopo assume le caratteristiche di tratturo. Giunti presso una cascina abbandonata si tiene la dx e si sale fino alla cappella di S. Valeriano.
Ora ci dirigiamo a sx verso Val della Torre per fare la parte ad anello del percorso. Si transita lungo un sentiero agevole che conduce alla borgata di Moschette sbucando su strada asfaltata dove è posto un pilone votivo, qui giriamo a dx salendo a Moschette superiore, quindi proseguiamo su una larga strada sterrata e rullata fino a confluire nella strada asfaltata che dal cimitero di Val della Torre sale alla Parrocchiale di S. Donato. Immediatamente dopo la chiesa si diparte alla nostra dx una strada in salita, la si percorre tutta tralasciando la segnaletica dei sentieri, finchè alla fine diventa per un centinaio di metri sterrata e quindi sentiero di sassi a tratti piuttosto ripido, in breve troviamo il raccordo sulla ns. sx con un sentiero che sale dal VdT 01, si prosegue salendo nella bella pineta.
Superato il costone sulla verticale di M. Rosselli il sentiero esce dal bosco per seguire un comodo traverso su un pendio erboso, si supera un’area attrezzata e si aggira M. Baron cambiando direzione da est a nord.
Si rientra in un bosco di latifoglie, qui il sentiero è stretto e nella stagione estiva è appena visibile a causa dell’erba alta. Giunti al bivio per M. Baron (cartello) si prosegue diritto lasciando la salita al monte sulla ns. sx. Il sentiero è ciclabile in leggera discesa (porre attenzione ai salti di roccia) fino all’impluvio del Rio Vaccaro dove a tornanti scende più ripido fino a diventare un tratturo forestale e a confluire sulla strada comunale che da Borgo Nuovo di Givoletto sale a Fornas. Se voleste percorrere l’itinerario nel senso inverso, l’imbocco della carrareccia è riconoscibile dal casottino visibile tra i pini appena al di là del rio (salendo alla vs. dx la casetta e a sx il tratturo). Percorsa la discesa fino a Borgo Nuovo, giriamo a dx a imboccare via Val della Torre, al termine dell’abitato (si lascia via Almese sulla dx) la stradina sterrata ci introduce in un bell’ambiente semiselvaggio caratterizzato da radura intramezzata da arbusti, pini isolati e boschetti di roverella, e nella quale non è raro incrociare minilepri e conigli selvatici. Dopo uno slargo di terra battuta il percorso si svolge su un fondo di terra e pietre a saliscendi di larghezza variabile fino a giungere a S. Valeriano. Da qui si torna con il raccordo dell’andata presso l’auto a Brione.
Questo percorso è dedicato a quanti praticano la mountan bike a buon livello, per chi non se la sente di fare dure salite e difficili discese è possibile fare la variante più semplice descritta al percorso 12, il divertimento è assicurato.

Tour della Bessanese

Tour della Bessanese - Sentieri per tutti

a cura delle sezioni CAI di Lanzo e di Leinì

1. Tappa Rifugio Cibrario - Rifugio Avérole

Tappa : Rifugio Cibrario – Colle Sulè – Colle Autaret – Vallone della Lombarda – Rifugio Avérole
Dislivello : 900 m. di salita, 1300 m. di discesa 
Durata : 6 -7 ore
 Distanza : 15 Km
Dal Rifugio si  attraversa  in direzione ovest il Pian dei Sabiunin per raggiungere la morena  dove ha inizio la ripida traccia che risale verso Sud i 300 m di dislivello che portano al bacino glaciale di quello che fu il ghiacciaio Bertà (2900 mt.), ormai ridotto anch’esso ad una morena solcata da rari nevai.
Con un percorso in leggerissima salita si percorre il piano mantenendosi a ridosso delle balze rocciose che scendono da Testa Sula; alcune svolte portano direttamente  al Colle Sulé (3073 m.) dal quale, guardando a O, sono ben visibili la forma triangolare di Punta Costan con il colle d’Autaret alla sua destra ed il valloncello, dove scorre l’emissario dei laghi orientali di Autaret, nel quale si svolge la parte intermedia del percorso.
Dal colle la traccia scende su un ripido pendio di sfasciumi per circa 100 m.; la pendenza quindi degrada e si prosegue su pietraia sino a quota 2800 circa dove, nei pressi di un masso ben visibile, si abbandona il sentiero che scende a Colle Spiol e si risale (palo indicatore) per circa 30 m. verso un colletto oltre il quale si trova un laghetto di fusione
Aggirare la pozza sul lato sinistro su comode balze  e proseguire, sempre in direzione O, su tratti erbosi per poi  svoltare a S per tracce di sentiero sino ad incrociare un evidente mulattiera militare lastricata.
Risalire verso destra la mulattiera in direzione O sino ad una dorsale dalla quale e’ visibile un laghetto presso il quale si nota il nudo edificio dell’ex rifugio Moise, una vecchia casermetta della guardia di frontiera.
Dal retro dell’edificio si prosegue con evidente mulattiera verso i laghi orientali che si lasciano a distanza sulla destra. All’altezza dell’emissario del lago occidentale di Autaret si incrocia il sentiero proveniente da Malciaussia.
Proseguire su sfasciumi sino a raggiungere il Colle dell'Autaret (3071   m).
 Dal  Colle scendere il ripido fronte morenico con una diagonale in direzione N e proseguire con pendenza costante a mezza costa  fino ad incrociare il Torrent de la Lombard  che si attraversa grazie ad un comodo passaggio su tubi di cemento. 
Proseguire sulla riva sinistra orografica sino a quota 2450 dove, poco prima della Cabane des Bergers, il percorso svolta a destra abbandonando il sentiero principale per scendere in direzione di una passerella che riporta sulla sponda destra del torrente.
Passato il ponte, il sentiero sale leggermente sino al Pas de la Mule da cui ridiscende al Plan de Revallon in direzione del già visibile Refuge d’Averole che si raggiunge in pochi minuti risalendo il pendio sino ad incrociare il sentiero del Col  d'Arnès del quale si percorrono verso sinistra gli ultimi metri.

Pernottamento : Rifuge d'Avérole,
Telefono: +33 04 79059670 oppure +33 04 79053786
Apertura stagione 2008: 17/03 - 27/05 e 16/06 - 16/09
Posti letto: 88 nei periodi di apertura.

2. Tappa Rifugio Avérole - Rifugio Gastaldi
Tappa : Rifugio Avérole – Passo del Collerin – Ghiacciaio di Pian Gias – Rifugio Gastaldi.
Dislivello : m. 1100 di salita e m. 650 di discesa
 Durata : 5 - 6 ore
 Distanza : 9 Km
Il sentiero inizia dietro al Refuge d’Avérole, dove si trovano i ruderi della vecchia costruzione, e risale in direzione NE il pendio erboso superando con ripide svolte una balza oltre la quale si avvicina alla destra orografica del rio Ruisseau du Veillet che segue fin verso quota 2600 dove, all’altezza di una morena frontale ben evidente, piega verso destra attraversandolo.
Il sentiero prosegue in direzione E-NE e risale la morena sino a raggiungere una piccola balza di gradoni rocciosi (m 2850) dove, puntando a N ripassa sulla riva destra del torrente; quest’attraversamento può richiedere qualche attenzione in caso d’ingrossamento del rio, es. in caso di pioggia recente o disgelo. La traccia riprende la direzione NE e risale la dorsale su terreno morenico molto ripido sino a raggiungere la conca sovrastata in alto dai resti del Ghiaccialo Des Grandes Pareis, qui la traccia di sentiero scompare nel Clapier Blanc (3030 m).
Guardando in direzione N si nota una sella dietro alla quale spunta la parte sommitale dell’Albaron ; per raggiungerla, il percorso prosegue dapprima in leggera salita mantenendo la direzione N-NE sino a quota 3100, poi si abbassa leggermente in una conca in direzione di alcune balze scistose, e compie quindi un arco a N-NO che porta verso la sella. In questo tratto il percorso migliore va scelto in base alle condizioni d’innevamento affidandosi in ogni caso ai segnavia dipinti sulle rocce; i segnavia, al fine di risultare sempre visibili, sono a volte posizionati molto in alto sui massi.

Raggiunte le balze, la traccia ridiventa visibile e risale il pendio alla sinistra dell’evidente triangolo nevoso che viene attraversato nel piano alla sua sommità. I segnavia portano alla cresta di scisti che costeggia la punta Audras e la seguono per circa 150 m per poi abbassarsi leggermente, sempre sul versante francese riportandosi a quota 3200 a raggiungere Il Passo del Collerin, ben segnalato da pali indicatori in legno.
Qui, ha inizio la discesa sul versante italiano che avviene su un ripido pendio di detriti instabili; la discesa che in assenza di neve non presenta particolari problemi, in caso di neve gelata o misto può invece rivelarsi impegnativa (picozza e ramponi possono risultare utili).
Il ripido canale scende per circa 200 m e porta al ghiacciaio di Pian Gias (3000 m). Con le dovute attenzioni è possibile avanzare senza ramponi su questo ghiacciaio non troppo scosceso e perlopiù coperto di detriti prestando sempre, specialmente in caso di nebbia, la massima attenzione ai segnavia sui massi. La traccia di discesa continua al centro del pendio mantenendosi alla destra orografica del torrente che emerge dal ghiacciaio sino ad incontrare i massi sotto la cresta delle Rocce delle Russe (2800 m); qui attraversa il torrente e lo fiancheggia seguendo la morena in discesa sino ad incontrare le tracce del sentiero per la Ciamarella dove riattraversa il torrente riportandosi sulla riva destra (2660 m) riprendendo le caratteristiche di sentiero.
Raggiunto il palo indicatore, il percorso abbandona il sentiero che scende al Pian della Mussa e segue sulla destra la traccia che con un percorso a saliscendi a mezzacosta in 30 minuti porta al rifugio Gastaldi.
Pernottamento : Rifugio Gastaldi,
tel. +39 0123 565008 oppure +39 348 7119154
fax +39 011 9414401
Apertura stagione 2008: 01/04 - 21/05 e 01/06 - 17/09
Posti letto: 90 nel periodo di apertura.

3. Tappa Rifugio Gastaldi - Rifugio Cibrario
Tappa : Rifugio Gastaldi – Lago della Rossa – Colle Altare – Rifugio Cibrario.
Dislivello : 550 m. in salita, 600 m. in discesa 
Durata : 3,5 - 4 ore 
Distanza : 7,5 Km
Seguire il sentiero che parte dal rifugio e scende a S verso l'uscita della conca  del Crot del Ciaussine, in direzione di una cascatella formata dal rio che scende dalla conca sottostante la Cresta Del Fort. Attraversato il torrente che scorre nel piano, il sentiero sale percorrendo il pendio erboso e detritico tra la cascata e le pareti di Rocca Affinau.
Dopo una breve salita, si arriva al bivio per il colle d’Arnas; la traccia del Tour ignora questa indicazione e segue le tracce di sinistra che aggirano Rocca Affinau mantenendosi nel vallone alla sua sinistra (direzione S e poi SO). Con alcune ripide svolte, con lo sfondo della vetta della Croce Rossa, il sentiero porta ad una conca dove s’incontrano alcuni laghetti di fusione, raggiunti i ripidi pendii detritici che chiudono a sud la conca , una breve traccia ben segnalata, li risale con una diagonale verso sinistra portando direttamente al Collarin d’Arnas (2850 m); ottimo punto panoramico impreziosito dal vicino laghetto del Collarin.
Il sentiero prosegue obliquamente in direzione S verso il Lago della Rossa ; la discesa avviene su rocce montonate sino a raggiungere la diga (2690 m.). Poco prima della diga, sulla sinistra del sentiero sorge il confortevole bivacco San Camillo, che dispone di venti  posti letto.
Attraversare la diga, seguire lo sterrato che circonda il lago e poi voltare a sinistra. Guadare un ruscello su delle pietre scistose e riprendere il percorso sulla  sulla lato sinistro idrografico e procedere verso il fondo della conca  glaciale. Salire una rampa che comincia  all’altezza di una cascatella e che, con un facile percorso, conduce al colle Altare (2962 m).
Dal colle seguire verso SE la traccia che porta ad un evidente e ampio canale nel quale, mantenendosi sempre sul lato destro e alternando falsopiani a ripidi pendii si scende  ad un pianoro costellato di pozze d’acqua e delimitato in direzione ovest dal Lago di Peraciaval. Il sentiero ben segnato prosegue in direzione S, attraversa il ripiano e si porta  sopra alla balza che domina il lato nord del Piano del Sabiunin, da dove, con pochi ripidi tornanti si raggiunge il Rifugio Cibrario.
Pernottamento:Rifugio Cibrario (m.2616) - Gestione CAI Leinì.
Telefono: +39 0123 83737 oppure +39 011 9978134.
Apertura stagione 2008: 30/06 - 09/09
Posti letto: 42 durante l'apertura, 12 nel locale invernale il resto dell'anno.

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Da Margone al rifugio Cibrario

Da Margone al rifugio Cibrario - Sentieri per tutti
a cura di sentieri.biz

Dislivello in salita: +1150 circa
Durata: 3h 30'
Distanza: 6,8 km

I tempi di percorrenza sono indicativi e calcolati per essere fatti camminando a passo normale, per la corsa considerare circa la metà, per la MTB considerare in base allenamento e abilità individuale, sconsigliato oltre al bivio col sentiero 120.

Lasciata l'auto nel parcheggio di fronte al ristorante si sale da qui in direzione N attraverso al paese, passata una fontana il percorso può incrociare più stradine e sentieri, mantenere la direzione e in breve ci si trova sul sentiero ben segnalato che sale abbastanza deciso fin dall'inizio.
Si raggiunge il pianoro di Trapette, alla vostra sx noterete le grange, si continua a salire fino a incrociare il sentiero 111B, il quale imboccato a sx e percorso in costa raggiunge il lago di Malciaussia, a dx vi porta sul monte Bassa 1838 punto panoramico sul vallone del Rio Arnas e sulla valle.
Si prosegue a salire a tornanti in percorso ripido per superare balzi rocciosi, si raggiunge il costone, scavalcato quest'ultimo il sentiero procede per un tratto attraverso un bosco di noccioli, molto ben pulito e segnalato sale leggermente fino alla fontana della Lera o per migliore precisione al bivio con il sentiero 120 che sale dalla strada del vallone di Arnas. Qui si attraversa un torrente che forma diverse cascate e si continua fino a portarsi sul costone successivo, qui si vede imponente la cresta Moncortil, o meglio il burrone che le fa da base.
Il sentiero ora sale piuttosto ripido, dapprima si porta con alcuni tornanti fuori dalla vegetazione, poi con un traverso diagonale attraverso pietraie (s'incontrano alcuni grossi massi utili ripari in caso di temporale) fino a raggiungere il ponticello sul rio Pera Ciaval.
Attraversato il ponte (spettacolari le rocce modellate dall'acqua) il sentiero riprende a salire sul versante sinistro della valle mantenendosi sempre piuttosto alto rispetto al rio e allo sbarramento con il piccolo laghetto che si vede a sx.
Si continua per tornanti fino al superamento del bordo superiore del pendio da cui inizia la conca di Pera Ciaval. Il rifugio Cibrario è raggiungibile a vista in pochi minuti.

In alternativa si può salire con il sentiero 120 raggiungendo in auto il tornante a quota 1546 della strada che da Villaretto porta ad Arnas e poi agli alpeggi Barnas.
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Dal lago di Malciaussia al Rifugio Tazzetti

Dal lago di Malciaussia al Rifugio Tazzetti - Sentieri per tutti

a cura di sentieri.biz

 

Dislivello in salita: 838 m

Durata: 3 h circa

Distanza: 5,2 km

 

Giunti al Lago di Malciaussia si lascia l'auto ai lati dell'ampia strada che cinge la riva nord del bacino, percorrendola fino al termine attraversando un rio e a imboccare il sentiero 111. Il sentiero per il Tazzetti sale lungo la destra orografica della Stura, occorre tralasciare le piste delle mandrie in prossimità del torrente e seguire i segnavia bianco-rossi. Superato il pianoro dei Lombardi il sentiero piega decisamente a sinistra divenendo più ripido, risale il rio Medagliere attraversandolo in alcuni punti. A quota 2300 m circa, lasciato il rio, il sentiero compie un traverso in saliscendi fino a giungere presso il rio Rumur, guadato il rio si sale compiendo stretti tornanti guadagnando l'ultimo balzo di roccia sopra il quale si trova il rifugio Tazzetti 2642 m. In posizione dominante sulla conca del Rumur, dal rifugio si gode di un bel panorama sulla vallata e sul Rocciamelone, meta principale delle tante escursioni praticabili da questa base.

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Il sentiero glaciologico della Bessanese

Il sentiero glaciologico della Bessanese - Sentieri per tutti

a cura di: CAI Lanzo

Non diciamo niente di questo sentiero se non che è praticabile da tutti, grandi e piccoli, che occorre salire al Rifugio Gastaldi 2658 m presso il quale, un tabellone informativo realizzato dal CAI di Torino vi darà ogni informazione circa la sua percorrenza. La mappa che pubblichiamo su questo sito è quella pubblicata sul pannello che si troverà al rif. Gastaldi. Si tratta di un percorso breve ad anello a ovest del rifugio, e che vi permetterà di conoscere da vicino la storia del Ghiacciaio sudorientale della Bessanese.

Il sentiero è stato segnalato dal CAI di Lanzo la scorsa estate e il tabellone informativo sarà piazzato per la primavera 2014.